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Fare la call girl.

Studentesse call girl. Terza parte.

In merito agli studenti che fanno lavori per guadagnare somme extra e mantenersi, abbiamo dedicato una serie di puntate in particolare a coloro che svolgono attività e lavori legati al sesso.

Nel post scorso, abbiamo cominciato ad ascoltare l’intervista di Maria, una call girl che lavora a Barcellona

e studia all’università locale.

Non si tratta di un esempio raro, quanto piuttosto, di una delle tante studentesse che alternano l’attività di professionista del sesso con quella di studentessa.

Non ci sono soltanto call girl nell’elenco di lavoratori a ‘luci rosse’ ma anche cam girl e camboy, addetti ai telefoni erotici, lap dancer, streap man, ecc..

Nella puntata scorsa, abbiamo cominciato ad ascoltare la testimonianza di una studentessa escort che lavora a Barcellona.

In questo post, terminiamo l’intervista.

Sino a quando intendi fare questo lavoro?

Sicuramente, sino a quando non troverò a fine università un’occupazione che mi darà da vivere.

Qual è la tua maggiore preoccupazione?

Cerco di mantenere la privacy.

Non voglio bruciarmi.

In futuro, voglio crearmi una famiglia, avere figli ed avere una professione brillante e sai bene che l’infamia di ex prostituta, farebbe del male a me ed alle persone intorno.

Per questo, cerco di operare in maniera riservata.

Inoltre, rappresenterebbe uno choc per mia madre, mio padre ed i parenti.

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Ci sono altri studentesse o studenti che conosci che lavorano nel sesso?

Ne conosco direttamente almeno sei ma da quello che sento in giro siamo in parecchie a fare questo lavoro.

Non hai paura di non riuscire a smettere con questo lavoro?

E’ un problema che per ora non mi pongo.

Spero fra tre anni di iniziare un lavoro diverso.

Ringraziamo Maria per le sue risposte.

Si continua nella prossima puntata dando spazio alla voce invece in call boy, un ragazzo che alterna la sua attività di studente con quella di ragazzo squillo.

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